Il mastering e’ l’ultimo passo, in senso tecnico, nell’avventura di una produzione discografica. Si potrebbe tentare di darne una definizione salomonica, tanto per fare un po’ gli intellettuali... sotto il nome di mastering rientrano una serie di operazioni che sono l'ultimo passo creativo e di engineering nella produzione di un disco, si tende a considerarlo come il passaggio prima della stampa industriale dei supporti (vinile, CD, DVD). L'obiettivo e’ quello di uniformare ed ottimizzare, attraverso vari passaggi hardware e software, le sonorità’ dei vari pezzi che compongono un progetto, in termini di contenuti in frequenza, gamma dinamica e panorama stereofonico. Inoltre spesso, prima di entrare nel vivo delle operazioni di ottimizzazione, succede di dover ricorrere a piccoli restauri sonori ovvero di pulizia del master.
Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando ben oltre 10 anni fa si facevano i primi passi nel mondo del mastering informatizzato...ormai sembra preistoria tecnologica, quando con Sound Designer II si ordivano perigliosi e arditi interventi sui file master del nostro missaggio finale. Oggi per mastering si intendono tutta una serie di operazioni ‘’un tantino’’ diverse dal mettere l'ultimo plugin di maximizer e voila’... un po’ troppo semplice, ed infatti nonostante l’entusiasmo iniziale e la credit card un po’ svuotata dalla spesa di ‘’ultraplusmaximizer’’ si resta con la sensazione che comunque quel suono ‘’loud’’, grasso, grosso e compatto ed anche un po’ ‘’tutto avanti’’ in effetti in fin dei conti non c’e’...putroppo.