Oggi incontriamo il produttore artistico dei
Modà e
Studio3,
Enrico Palmosi in arte “Kikko”, che ci svela un po’ dei suoi segreti e il suo “modus operandi” per realizzare quelle che a tutti gli effetti sono delle vere chicche della musica italiana attuale: le sue ultime produzioni, gli album “Incontenibile – Studio3” e “Sala d’attesa – Modà”, sono stati tra i tormentoni di questa estate 2008. Potete avere notizie più approfondite sul
suo sito.
Di quali artisti ti occupi?
Principalmente
Studio3 e
Modà, come produttore artistico.
Che formazione che hai avuto?
4-3-3... ehm... no beh, ho studiato pianoforte (classico) per 5 (lunghissimi) anni, dopo di ché ho fatto altri studi di armonia e arrangiamento presso una scuola privata.
Come sei entrato nel "grande giro"? Hai sviluppato particolari capacità, è stata una situazione di fortuna o ai proposto tecniche e idee innovative?
Beh, penso un pò di tutto. È l'essere nel posto giusto, al momento giusto, con le capacità.
In pratica lavoravo in una piccola casa discografica, fin dall'età di 16 anni. Facevo basi MIDI, quasi sempre di cover, finchè un giorno ho collaborato con i
Modà, e dopo la produzione di un EP autoprodotto da loro, siamo arrivati alla NewMusic che ha voluto mantenere me come arrangiatore del progetto. Da lì in poi direi che sono entrato nel grande giro.
Come si svolge il tuo lavoro?
Eh, bella domanda. Direi che ha mille sfaccettature diverse. Ogni progetto è una cosa a sè, dove si hanno ruoli spesso diversi. Ad esempio per i Modà, curo solo la produzione artistica, quindi gli arrangiamenti, mentre per gli Studio3 sono anche autore, quindi mi occupo anche di tutta la parte di scrittura e composizione dei brani. Sicuramente è un ruolo di più alta responsabilità, però anche di molta soddisfazione quando pezzi come "Forse un Angelo" o "Lentamente" fanno successo e li senti spesso nelle radio. In tutti i casi comunque, il mio lavoro è incentrato sul prendere l'idea di un pezzo, una bozza, chitarra e voce ad esempio, e trasformarla in una canzone vera e propria, completa, quindi curare tutti gli strumenti, uno per uno, decidere chi deve suonare, cosa, e come.
Quali sono gli hardware con i quali lavori e perchè tale scelta?
Beh questo non dipende molto da me, nel senso che a me, per fare un arrangiamento, basta un PC con un monitor; se parliamo invece dei dischi, serve parecchio hardware, ma questo è un problema dello studio e soprattutto del fonico con cui si lavora.
Stesso discorso per i software?
Il mio sequencer preferito è Nuendo della Steinberg, perchè a livello MIDI è quello che mi sembra più veloce e intuitivo. Per quanto riguarda lo studio, stesso discorso anche se oramai c'è la Pro Tools - mania.
Quest'ultimo non mi dispiace per quanto riguarda la registrazione e l'editing audio, ma lo ritengo terribile per l'editing MIDI e questa è una pecca da tenere in considerazione per chi fa il mio lavoro di arrangiamento e creazione.
Puoi fare una comparazione tra hardware e software (tipo VSTi)?
Beh, l'hardware per quanto riguarda i suoni non mi è capitato spesso di utilizzarlo, perché nel 2008 i plug-in virtuali (VSTi) sono talmente avanzati e completi che qualsiasi cosa tu stia cercando riesci a trovarla in pochissimo tempo, anche attraverso le funzioni di ricerca sonora che si trovano, ad esempio, su molti plug-in della Native Instrument, come il Massive, l'FM8, etc. Un pò di anni fa era diverso, perché i PC non riuscivano a sostenere molti carichi, e questo rappresentava un grossissimo limite per chi come me, ha bisogno dalle 20 alle 40 tracce per ogni brano e a quel punto eri costretto a usare degli expander esterni, per contenere l’utilizzo della CPU.
Oggigiorno i PC reggono tranquillamente un sacco di VSTi e l'uso di hardware esterni va sempre più diminuendo, tranne ovviamente per il discorso Live, dove invece è molto utile avere degli expander, ma questa è un'altra storia.
Cosa preferisci HW o VSTi?
Beh, preferisco i VSTi per velocità, versatilità e, oramai possiamo dirlo, anche per qualità sonora.
Hai qualche aneddoto simpatico da raccontarci?
Lasciami pensare…
Una volta, in studio, iniziamo a registrare le voci di un’artista (ma non posso dirvi chi era il soggetto) e quest’ultimo, che chiameremo A, ad un certo punto dice:
- A: Aoh Max (il fonico), c'è qualcosa de strano nella voce… che hai fatto qualcosa?
- Max: No no, è normale, come al solito!
- A: Ma no… c'è qualcosa che non va… Senti, fai ‘na cosa, mettime un pò de’ reverbero!
- Max: Ma… veramente ce n'è già un sacco!
- A: Ah… uhm.… ok… emh… allora… fai ‘na cosa… toglilo!
- ....silenzio.....
Ci descrivi la tua postazione?
La mia postazione nel mio home studio è minima, perché mi serve solo per fare pre produzione, quindi potete notare la foto del mio Tai Chi (PC della Project Lead di Giovanni Zucchi) e nell'altra la mia postazione PC, con keyboard M-Audio, ascolti ADAM S2-A, un 19" Lcd, un preamplificatore Chameleon e poi 2 cuffie, una AKG 147 (immancabile) e una fantastica cuffia DT770 della Beyerdynamic.
Poi collegato c'è anche una master keyboard e un'altra tastiera Korg (non visibile in foto).
Come ascolto secondario ho, anche se sembra assurdo, delle casse Creative da 99 euro, che suonano da paura e mi sono utilissime per un ascolto a basso volume.
Il microfono invece che uso per le pre produzioni è un Aphex 460, molto bello. Per voci un pò più difficili uso un Rode NT2, che è un po’ meno definito sulle alte frequenze (e a volte, ciò è un bene!).
Che consigli daresti ai lettori o ai giovani programmatori che volessero percorrere le stesse tappe?
Beh consigli non ce ne sono poi tanti, credo che sia la passione per la musica a guidare le persone come me verso questo tipo di lavoro.
Diciamo piuttosto che se uno volesse fare questo lavoro sperando di diventare ricco può scordarselo, almeno per quanto riguarda l'Italia… ah, ah, ah, …
E poi beh, si diventa produttori con una gavetta, negli studi di registrazione, imparando tante cose
sul campo, e facendo esperienza. Tutto qui!